Candelora. Significato, curiosità, leggende e perché secondo la tradizione popolare può predire la fine dell'inverno

 


 

Per tanti anni anche io ho sempre pensato che il presepe andasse tolto subito dopo aver festeggiato l’Epifania, da poco ho invece scoperto che esiste una data precisa per farlo. Secondo la tradizione cattolica, il presepe va tolto il giorno della festa della Candelora, che cade ogni anno il 2 febbraio.

Candelora è il nome con cui è nota la festa della Presentazione al Tempio di Gesù, dopo quaranta giorni dalla sua nascita e dove Simeone, prendendolo tra le braccia, annuncia la sua profezia: “Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”.

Il nome Candelora deriva da “candelorum“, benedizione delle candele, perché in questa speciale occasione vengono benedette le candele che simboleggiano Cristo, inteso come luce che illumina le genti.

Ma in realtà la tradizione è più antica, già celebrata in una forma diversa in Oriente e anche nell’antica Roma e in varie parti d’Europa, venne poi assorbita dal Cristianesimo. Anticamente, il tutto veniva celebrato il 14 febbraio, 40 giorni dopo l'Epifania, e la prima testimonianza al riguardo, ci è data da Egeria nella sua “Peregrinatio” che ci racconta del “rito del lucernario”. “Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima”, confronto inevitabile con le antiche fiaccolate rituali che già si facevano nei cosiddetti “Lupercali”, antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio. Fu papa Gelasio I (492-496), ad ottenere dal Senato l'abolizione di una festa pagana come i “Lupercali” che fu sostituita con quella cristiana, detta appunto della Candelora. Giustiniano, nel VI secolo, anticipò la data al 2 febbraio. 

C’è poi un particolare, per nulla trascurabile, che riguarda la “Candelora. Secondo l’usanza ebraica le donne, dopo la nascita di un figlio, erano considerate impure ed erano tenute a recarsi al Tempio per purificarsi. L'impurità durava 40 giorni se il figlio era maschio e 66 giorni se era femmina. Siccome le due cerimonie potevano compiersi tutte due assieme, Giuseppe e Maria portarono Gesù alla città santa, quaranta giorni dopo il Natale. Per questo motivo, prima del Concilio Vaticano II, la festa era chiamata “della purificazione di Maria”. Questa festa, chiude il tempo di Natale e apre il cammino verso la Pasqua.

Nella cultura popolare sono molte le leggende e le tradizioni legate alla Candelora che, in alcune regioni tra cui il Piemonte, viene chiamata "Giorno dell'orso" perché la leggenda racconta che l’orso si sveglia dal letargo e, uscendo fuori dalla tana, valuta se il tempo è abbastanza buono per uscire definitivamente. Simboleggia quindi la forza primitiva della natura che in inverno va in letargo e si risveglia in primavera.

Nella tradizione celtica la Festa della Candelora corrisponde alla festa di Imbolc, che però si festeggia il primo febbraio. Imbolc è la festa della luce che inizia a manifestarsi con l’allungarsi delle giornate e la natura inizia a dare i primi sintomi di risveglio.  .

Ci sono poi alcuni proverbi sulla Candelora e secondo cui, in base al clima che la caratterizza, è possibile ipotizzare come sarà la seconda parte dell’inverno e quando finirà. Uno dei più famosi e conosciuti nel varesotto recita:

“Per la Santa Candelora se nevica o se plora dell'inverno siamo fora. Ma se c'è il sole o tira vento, dell'inverno siamo dentro”.

A Varese, nel quartiere di Casbeno, la chiesa romanica dedicata a Santa Maria della Purificazione, detta della “Schirannetta” è famosa per i resti di un affresco della Madonna del latte, che rappresenta la Vergine a seno scoperto, in procinto di allattare il figlio. La forte devozione nei confronti del dipinto, legata anche al desiderio di maternità, trova riscontro nell’antica cerimonia della benedizione delle mamme in dolce attesa che si rinnova ogni anno, per la festa della Candelora.

La leggenda racconta invece che, nel 1789, ad un certo Talamona, sarto di professione, che aveva il figlio molto malato, apparve in sogno la Madonna: avrebbe fatto guarire il bambino a condizione che la chiesa della Schirannetta, abbandonata da anni, venisse restaurata. 

L’occasione dell’arrivo delle truppe napoleoniche che depredavano e distruggevano proprio le chiese, spesso usate come ricoveri di fortuna per loro o per i cavalli, fu propizia al bravo sarto per mantenere la promessa fatta in sogno alla Madonna. Si offrì di cucire per i soldati ben 25 giubbe nuove, per evitare il saccheggio e la devastazione della chiesetta, già malconcia. I soldati rispettarono l’accordo, la chiesa fu risparmiata, il bambino del sarto prodigiosamente guarì e riconosciuto da molti il fatto miracoloso, arrivarono così tante offerte per il restauro che la chiesina tornò ad essere accogliente e luogo caro alla devozione popolare.

 

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