La chiesa prepositurale di Luino e il suo progettista: Natale Pugnetti di Garabiolo che, costretto a riparare in Svizzera nel 1848, dopo la battaglia di Luino, cambia per sempre la sua vita. Una vita vissuta con sempre rinnovata passione.

 

                                                                                                                       Foto di Nadia Zanelli

Quando mi trovo a Luino, mi piace passare a visitare la chiesa prepositurale dedicata ai SS. Pietro e Paolo, soprattutto quando non c’è nessuno e posso così percepire tutte le sensazioni che mi trasmette.  

E anche ieri è andata proprio così, da sola, ho avvertito tutta l’emozione di trovarmi in quella chiesa ricostruita integralmente su progetto dell’architetto Natale Pugnetti, personaggio per il quale nutro una personale simpatia, data la sua singolare personalità e al quale mi lega il luogo d’origine.


                                                                                            Foto di Nadia Zanelli

La prepositurale SS. Pietro e Paolo: un raro esempio di chiesa neoclassica sulle sponde del Verbano

Edificata sul sito della precedente chiesa, il nuovo edificio, più ampio e luminoso rispetto al precedente, fu ricostruito tra il 1836 e il 1840.
Nel 1836, infatti, Luino era divenuta capo di vicariato e si decise per una ricostruzione totale della chiesa cinque/seicentesca. Alcune opere furono recuperate dalla chiesa demolita mentre l'altare, in marmi policromi, è settecentesco.



                                                                                                Foto dal web


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Pregevole è la tela con la Madonna del Carmine e i SS. Francesco e Giovanni Battista, attribuita a Giovanni Battista Discepoli, detto "lo zoppo da Lugano" e commissionata, nel 1647, da Giovanni Battista Rossi che voleva onorare l'altare di San Francesco, precedentemente esistente nella parrocchiale. 

Il titolo di questo altare ripresentava quello dell'antica chiesa privata dei Luini-Rossi che un tempo si trovava nell'omonima piazza, a monte del centro storico di Luino. 

Appena terminato il cantiere, diretto da Natale Pugnetti, iniziò la fase di decorazione interna. Degni di nota sono sicuramente gli affreschi dei quattro evangelisti, dipinti nei quattro pennacchi della cupola, da Raffaele Casnedi, originario di Runo. La decorazione delle volte e del catino absidale fu invece avviata intorno al 1910 e si concluse del 1926. La chiesa si sviluppa a navata unica, coperta da una volta a botte. L’abside è semicircolare, con catino coperto da calotta emisferica. Il campanile, invece, è quanto rimane del primitivo impianto cinquecentesco e fu rialzato intorno al 1926.

                                                                                             Foto di Nadia Zanelli


Natale Pugnetti. Dalla battaglia garibaldina di Luino alla scuola di Tesserete: aule sempre aperte da mattina a sera

Nato a Garabiolo il 20 dicembre 1810, da Pietro e Marta Sartorio, come altri ragazzi del luogo, Natale Pugnetti ebbe modo di formarsi con qualche capomastro del paese e quindi si trasferì a Milano per perfezionarsi all’Accademia di Brera. Terminati gli studi, intraprese la carriera di progettista. Ma la passione per gli ideali garibaldini interruppe la sua carriera e, pochi anni dopo l’impegnativo cantiere per la riedificazione della parrocchiale di Luino, Natale Pugnetti aderì con entusiasmo ai moti di liberazione del 1848. Partecipò alla battaglia di Luino del 15 agosto, a fianco di Garibaldi che, di ritorno dall’America meridionale, organizzò a Luino un primo tentativo insurrezionale. Questa fu la prima battaglia di Garibaldi in Italia e la cittadina, per qualche giorno, fu libera. A ricordo, rimane il monumento all’eroe dei due mondi, il primo in assoluto realizzato in suo onore, che si ammira sul lungolago.
Al ritorno degli austriaci che ripresero il controllo delle rive del Verbano, proprio per essersi distinto nella battaglia di Luino, il Pugnetti dovette riparare in Svizzera dove poteva contare sull’appoggio di alcuni artisti ticinesi, le cui origini dei rapporti professionali e di amicizia vanno ricercate nel periodo trascorso all’Accademia di Brera.
E così, nel 1849, lo troviamo già a Tesserete come professore della locale scuola di disegno, fondata dall’architetto Luigi Canonica, grazie ad un lascito di Pietro Nobile. Per il concorso presentò “due certificati accademici d’architettura e attestati di opere progettate ed eseguite”.
Per ben 22 anni la scuola divenne “il campo fecondo dell’amorevole faticoso apostolato” di Pugnetti. “La sua scuola era sempre aperta, da mattina a sera, ed egli era sempre nella scuola”. “Gli scolari stavano in scuola cinque o sei ore: Taluni vi stavano dieci e dodici; e il maestro era sempre lì, amorevole, indefesso, plaudente, e gli scolari pur lì, in nobile gara col maestro”. E, concludeva un profilo biografico pubblicato su “La Gazzetta Ticinese” del 14 giugno 1871: “Ecco perché la scuola di Tesserete produceva quel cumulo di lavori che sorprendeva i visitatori e i delegati governativi”.
Morì, proprio sulla soglia delle amate aule, il 12 giugno 1871. Così verrà ricordato nel necrologio pubblicato in “L’Educatore della Svizzera Italiana”: “nato a Garabiolo … da modestissima famiglia, discese giovinetto alla Accademia di Milano, che è la madre dei nostri artisti. Studiò ardentemente come fanno i figli dei nostri monti e con ogni industria si procacciò coltura varia e sapere, e divenne valente architetto … Ma la fortuna non gli arrise, ed egli sdegnava di andarsene in cerca.
Fortunatamente i numerosi amici che egli aveva fra i nostri artisti, la vicinanza e le politiche vicende lo trassero da noi … Nella repubblica nostra egli riscontrava l’ideale di libertà che la sua anima di artista aveva sognato sotto il giogo austriaco”.
Sicuramente rimane ancora molto da scoprire sulle sue opere, ma la passione e la dedizione con cui si dedicò all’insegnamento, gli valsero comunque numerosi riconoscimenti tra cui l’intitolazione di una via a Tesserete e il suo nome è citato nel Dizionario Storico della Svizzera.

Opere, ideali di libertà ed un progetto stravagante

I lavori lasciati nella Patria natia sono diversi e tutti di pregevole qualità: oltre alla già citata Prepositurale di Luino, si ricorda il campanile dei SS. Rocco e Sebastiano a Germignaga.
Altre opere minori: ampliamento e fronte della casa del sacrista annessa alla parrocchiale di Luino, poi demolita; il campanile di San Giorgio a Muceno; il progetto per quello di San Rocco a Bedero; l’adattamento della casa parrocchiale a Sant’Agata, frazione di Cannobio.
Ma il Pugnetti era anche un po’ stravagante vista una proposta da lui avanzata per il primo piano regolatore della città di Milano che venne criticata per “le strambe idee edilizie in un mare di sproloqui”. Era il 1864 e il Pugnetti partecipò al progetto di collegare piazza del Duomo, in quel periodo in fase di rinnovamento, con la stazione centrale. Milano era libera da cinque anni e Pugnetti, che aveva saldi principi di libertà, scrisse, nella relazione di accompagnamento, che la rinascita di Milano era per lui “l’aurora che risplende e rifulge i suoi raggi dorati sulla dissanguata penisola, squarcia il tenebroso velo e porta dovunque in esso la luce”.

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