Le scene dell'intercessione di Ester presso il re e di Maria a favore dei novelli sposi di Cana, rappresentate da Italo Cenni nella chiesa di Garabiolo

 








La prima lettura della Celebrazione Eucaristica di oggi ci racconta l’intercessione di Ester presso il re, mentre il Vangelo ci ricorda il banchetto nuziale di Cana e l’intercessione di Maria, a favore dei novelli sposi.

Entrambe queste scene le ritroviamo illustrate all’interno della chiesa di Garabiolo.

Maria è ritratta proprio mentre, venuto a mancare il vino, sollecita il figlio Gesù, seduto fra gli invitati alla festa di nozze di Cana, ad intervenire in aiuto degli sposi e per la gioia degli invitati. Il dipinto è stato purtroppo pesantemente ritoccato al punto da rendere quasi impossibile la lettura dell’originale.

Ester di origine ebraica, sposa del re persiano Artaserse, è invece ritratta splendida nel viso e nelle vesti, inginocchiata davanti a lui che, con lo scettro appoggiato sulle sue spalle, l’ascolta nella richiesta di salvezza per il di lei popolo.

L’episodio, narrato nel libro di Ester, raramente diventa soggetto di un dipinto, la rappresentazione delle due intercessioni, furono tuttavia commissionate il 6 ottobre 1909, per volere dell’allora Parroco Don Celestino del Torchio, al pittore Italo Cenni, figlio del famoso Quinto, illustratore di uniformi militari italiane e straniere.

Italo seguendo l’esempio del padre, frequentò l’Accademia di Brera dove ebbe fra i suoi maestri Lodovico Pogliaghi e Vespasiano Bignami. Per oltre vent’anni tenne la cattedra di disegno al Collegio Arcivescovile di Saronno. 

Inizialmente si dedicò alla composizione di soggetti sacri in varie chiese oltre a quella di Garabiolo, tra cui quella di Crodo, di Bedero Valcuvia e di Cadero, per poi rivolgersi a soggetti di carattere storico-militari.

Tra le opere più significative va ricordato il quadro che riprende la scena di Napoleone durante la campagna di Russia. Specialista di paesaggi, di cavalli e di scene di caccia, dipinse molti quadri su commissione di soggetti privati italiani e stranieri. Con la sorella Elda collaborò alla rivista “L’illustrazione militare italiana”, fondata dal padre. Nel 1914, con l’Editore Vallardi pubblicò “L’esercito italiano” un album composto da sedici tavole a colori, oggi patrimonio di pochi collezionisti.  Con l’Editore Vallardi collaborò anche per la stesura dell’Enciclopedia.




Morì a Colmegna, dove dal 1943 viveva con la moglie Maria Cantù, il 30 gennaio 1956, all’età di ottantuno anni. Dalla loro unione nacquero Zenaide, morta prematuramente, Franco ed Elisa. Le spoglie di Italo riposano nel cimitero di Colmegna.







 

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